10 maggio 2017

Vorrei Essere Belen

REGIA: Fausto Petronzio

CAST: Fioretta Mari, Antonio Fiorillo, Gabriele Corazza, Genny Santin Nalin, Alessandra Pellegrino

NOTE DI REGIA: Il bullismo, il cyberbullismo, l’omofobia e i pericoli legati all’ utilizzo sconsiderato dei social network. Sono questi i temi principali del cortometraggio “Vorrei essere Belen”. La sceneggiatura prende spunto da tre storie vere. La prima è quella di Andrea Spezzacatena, il quindicenne romano vittima di false e meschine accuse in rete sulla sua identità sessuale, tristemente passato alla cronaca nel 2012 come il suicidio “del ragazzo dai pantaloni rosa”. La seconda è quella di Carolina Picchio, la quattordicenne di Novara che nel gennaio del 2013 si è tolta la vita lanciandosi da una finestra a seguito di un video girato da alcuni suoi “amici” e reso pubblico senza il suo consenso. La terza storia è quella di Gabriele Corazza, l’ attore protagonista, un quattordicenne livornese che si diverte ad imitare Belen. Nel 2014, a soli 12 anni, per sostenere la lotta al bullismo e all’omofobia, decide di utilizzare Facebook e “posta” sul suo profilo un video in cui imita Belen. Alla fine della sua performance Gabriele invita i suoi coetanei ad essere sempre se stessi e ad ignorare i bulli. A differenza della realtà, nel cortometraggio Gabri è un 16 enne al 1° anno del Liceo Classico. Si è trasferito da poco nella città di Latina ma i suoi capelli lunghi e il suo modo di vestire lo hanno reso da subito vittima di tanti pregiudizi. La sua unica amica è Genny, coetanea dall’animo gentile e introverso che sogna di diventare una grande attrice. Gabri ha un debole per lei ma, per paura di rovinare la loro amicizia, non trova il coraggio di dirglielo. Un giorno in bagno Gabri si imbatte in Concetta, la stravagante bidella di origini siciliane. Dopo averlo scambiato erroneamente per una ragazza, Concetta si presenta e lo avverte che il suo look può dare adito a fraintendimenti. Gabri le confessa che è etero e che c’è una ragazza che gli piace. Concetta gli consiglia di non perdere tempo e farsi subito avanti. Gabri imbarazzato esce di fretta dal bagno e dimentica il cellulare sul dispenser della carta. Concetta lo trova e lo consegna in buona fede nelle mani di Ludovica, una 17 enne perfida e snob. Prima di riconsegnargli il telefono Ludovica, accorgendosi che non c’è una password, non perde l’occasione per indagare sulla vita privata di Gabri e sbircia tra i suoi video personali. Trova qualcosa di inaspettato e corre a mostrarlo subito ai suoi amici. I ragazzi guardano divertiti un video di Gabri che imita Belen e decidono di diffonderlo in rete. Come reagirà Gabriele di fronte alla gogna mediatica del web? Riuscirà a dichiarare il suo amore a Genny? Ludovica e il suo gruppo di bulli si pentiranno di ciò che hanno fatto? I toni del cortometraggio si alternano tra momenti di ilarità e spensieratezza a momenti di phatos e riflessione. Lo sguardo della macchina da presa segue lo sviluppo della storia come testimone invisibile diventando nella scene chiave del cortometraggio il punto di vista dei protagonisti. Il cast è formato da ragazzi e ragazze di un’età compresa tra i 14 e i 18 anni. Accanto a loro due attori professionisti, Fioretta Mari e Antonio Fiorillo. Fioretta interpreta Concetta mentre Antonio veste i panni di un professore vittima a sua volta dei bulli. Realizzato da Cinema Casting di Fausto Petronzio, il cortometraggio è stato girato interamente nella città di Latina con il supporto tecnico della Film Commission e la collaborazione della Dott.ssa Gianna Bernardini, la Dirigente Scolastica del Liceo Classico Dante Alighieri. Le musiche sono di Andrea Valerio (Spillo), i testi delle canzoni sono stati scritti ed interpretati dalla quattordicenne Camilla Rinaldi. Il corto è dedicato alla memoria delle tante giovani vittime, alle loro famiglie e alla vita che avrebbero potuto vivere. L’obiettivo è far capire che chiunque, di qualsiasi età, etnia o religione, sia vittima di atti di prevaricazione e discriminazione deve trovare il coraggio di parlare e denunciare i responsabili. Infine è un messaggio a tutte le Autorità affinché si impegnino a infliggere pene certe e severe per i reati di bullismo e cyberbullismo in quanto violano i sensi dell’ Art. 2 della Costituzione Italiana in cui sono “riconosciuti e garantiti i diritti inviolabili di un uomo”.

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